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IL PIACERE DEL TARTUFO
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Il Tartufo fa parte di uno
dei piaceri più sublimi della vita. Per poter imparare a conoscere
questo prodotto, i suoi pregi ed i suoi difetti ci basta seguire un
corso per "ASSAGGIATORI DI TARTUFO", in questo modo potremo altresì
evitare di fare acquisti azzardati o cadere in facili inganni. |
DIVENTARE ASSAGGIATORE
DI TARTUFI

Una nota teoria recita che tutti
gli esseri viventi compiono una determinata operazione solamente se da essa
traggono un vantaggio. A questo punto, a noi, si pongono due domande a cui
non é facile dare una risposta: perché mangiamo i tartufi e perché i tartufi
si fanno mangiare.
Cominciamo con il tentare una
risposta al primo quesito. Volendo essere molto sintetici ed altrettanto
superficiali potremmo dire che facciamo onore ai tartufi durante le nostre
cene perché la cosa ci procura piacere. Occorre tornare alle origini per
comprendere la molla sensoriale che ha fatto scattare l'universale voglia di
tartufo. Il bandolo della matassa sta nel secondo quesito: perché il tuber
si fa mangiare.
Bene, provate ad immaginare
quell'ammasso ordinato di cellule avvolte su se stesse che vive
nell'oscurità del terreno aggrappato alle radici di un albero al quale cede
preziosi elementi minerali per avere in cambio glucidi, vale a dire la sua
fonte primaria di energia. Come farebbe, in questa situazione a farsi notare
ed in questo modo assicurare la conservazione e la propagazione della
specie?
Esso non può ricorrere alla
bellezza dei fiori, né al palese aroma della frutta . . . Ed ecco, superba
raffinatezza, il ricorso al mezzo più potente: l'emissione di molecole
capaci di propagarsi nel terreno o di affiorare in superficie per essere
percepite da altri esseri viventi, in modo quasi sublimale da cani e maiali,
sconvolgendone in qualche modo la mente in quanto strettamente apparentate
con quelle di tipo sessuale!
Nel complesso aroma del tartufo
vi é quindi racchiuso, in un codice chimico capace di passare inosservato
alla censura della parte razionale del nostro cervello per finire
direttamente al sistema limbico che governa le nostre emozioni ed i nostri
sentimenti, l'invito stesso alla vita. Scusate se é poco!
Gli umani, pur avendo perso
molta della sensibilità olfattiva tipica di altri mammiferi, dalle emissioni
del tartufo vengono ugualmente irretiti ed imparano ad amare un profumo,
tutto sommato non molto elegante, attraverso un segnale che non percepiscono
coscientemente, ma capace di esercitare un'attrazione fatale!
COME SI DIVENTA UN
INTENDITORE DI TARTUFI

Condizione essenziale ed
irrinunciabile per diventare un valutatore di tartufi é il desiderio,
determinato e costante, di perseguire questo obiettivo. Naturalmente occorre
avere almeno tre dei cinque sensi: vista, tatto ed olfatto, in buone
condizioni.
La preparazione di un
assaggiatore di tartufi comincia con lo studio della psicofisiologia
sensoriale: si tratta in pratica d'imparare come funzionano gli organi di
senso per poterli meglio utilizzare.
Si prosegue poi con una parte
merceologica, lo studio del tartufo sotto il profilo botanico, anatomico,
fisiologico, sistemico, chimico e persino gastronomico.
Si passa quindi alla
valutazione, partendo con un profilo descrittivo . . .
Questa é la strada per prendere
la patente, ma non é che l'inizio della carriera di un assaggiatore di
tartufi: la vostra bravura crescerà nel tempo in modo proporzionale
all'allenamento ed all'esperienza.
Se vuoi imparare a diventare un assaggiatore
di tartufi e poter utilizzare questo metodo utilizzato dai
giudici in gara per acquistare i tuoi tartufi accedi alla
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