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LA SCOMMESSA VINCENTE DI
UN AMICO DI SULMONA
UN IMPIANTO TARTUFIGENO
DI TARTUFO NERO PREGIATO DI NORCIA
(Tuber melanosporum Vittadini)
Alcune nozioni
sull'impianto e la coltivazione tratte dall'esperienza diretta di Mario di
Sulmona

Prima di impiantare una tartufaia é
necessario verificare che ci siano alcune importanti condizioni:
-
Che il terreno sia adatto a
questa coltivazione;
-
che ci sia la possibilità
d'irrigare;
-
La serietà, la competenza ed i
risultati raggiunti dal fornitore delle piantine (un errore nell'acquisto
delle piantine annulla tutti gli sforzi fatti);
-
La volontà di dedicarsi con
serietà alla cura dell'impianto. Si tratta naturalmente di un investimento
a lungo termine che ha necessità di qualche anno per dare i primi frutti.
Una volta accertato il risultato positivo i frutti si avranno per varie
generazioni.
TERRENO: é importante accertarsi
che esso sia di natura argillosa - calcarea con PH intorno al 7/8; per le
analisi rivolgersi ad un geologo o a ditte specializzate nello studio di
terreni.
PREPARAZIONE DEL TERRENO: prima di
creare l'impianto liberare il terreno prescelto da piante ed arbusti, deve
essere arato ad una profondità massima non superiore a 40 centimetri. Se si
dispone di tempo, prima della messa a dimora delle piantine (che dovrebbe
avvenire a fine autunno), effettuare delle fresature mensili.
SESTO D'IMPIANTO: Le distanze
possono variare (4/6/8 metri), comunque, sulla base dell'esperienza vissuta,
Mario consiglia 6/8 metri fra le essenze tipo quercus, ponendo al centro di
ogni quadrato così ottenuto un'essenza di tipo nocciolo per facilitare un
anticipo della produzione.
LAVORAZIONI: dopo l'impianto si
possono effettuare fresature, mantenendosi assolutamente ad una distanza
pari all'altezza della pianta per non correre il rischio di tranciare le
radici. Cessare le fresature profonde dopo 3/4 anni. Fresature superficiali
(5 centimetri) sono necessarie su tutto il terreno, nel mese di Aprile (dopo
la fine del raccolto), per arieggiare e rompere le incrostazioni.
L'eliminazione delle erbe infestanti può essere effettuata con una piccola
falciatrice o con un decespugliatore: essere si ridurranno progressivamente
man mano che l'apparizione del pianello annuncerà l'entrata in produzione
dell'impianto.
Da escludere l'uso dei
trattori nella lavorazione della tartufaia
CONCIMAZIONI: sono assolutamente
vietate; sia chimiche che naturali.
ANTIPARASSITARI ED ANTICRIPTOGAMICI:
a parere di Mario sono assolutamente da escludere anche se qualche testo
arriva ad ammettere il trattamento contro l'oidio.
IRRIGAZIONI: nei primi anni sono
indispensabili per consentire l'attecchimento di tutte le piantine. Dopo
l'inizio della produzione sono importanti nella seconda quindicina del mese
di giugno e nella prima quindicina del mese di Agosto se non vi sono state
piogge naturali di almeno 50-60 mm. Se in Settembre ed Ottobre non dovesse
piovere, un ulteriore soccorso fino a raggiungere i 50/60 mm, non guasterà.
L'irrigazione dovrà avvenire a pioggia, tassativamente di notte o nelle ore
più fresche.
POTATURE: AL 4° - 5° anno e per le
essenze tipo roverella e simili, iniziare a far assumere alla pianta la
conformazione a "fuso", regolandosi in modo tale che la successiva platea
finale inizi a metri 1 - 1,20. Questa conformazione é molto importante
perché consente l'irraggiamento della base della pianta e l'arieggiamento
fra i filari, tutti e due indispensabili per una produzione ottimale.
ALCUNI DATI STATISTICI
I collegamenti che seguono vi
portano a tabelle statistiche ove potrete consultare dati raccolti da Mario
con precisione e puntualità durante gli anni che vanno dal 1995 al
2001. Queste informazioni sono utili a chi ha intenzione di impiantare una
tartufaia ex novo.
In
zona riservata troverai
i due collegamenti sensibili:
PIOGGE CADUTE SULLA TARTUFAIA DI MARIO NEGLI ANNI CHE
VANNO DAL 1995 AL 2001
MEDIE MENSILI DI PRECIPITAZIONI NEVOSE E PLUVIALI NEL
DECENNIO 1992/2001 TEMPERATURE MINIME E MASSIME
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