L'ho letto tutto d'un fiato!
Carissimo
Maurizio,
non posso non iniziare questa mia
lettera coi complimenti per il sito, soprattutto perchè l'ho trovato
proprio ora, cioè all'inizio della mia avventura di 'cercatore di
tartufi e perciò si rivela per me utilissimo (a dire la verità l'ho
trovato casualmente, navigando alla ricerca di notizie sui tartufi e me
lo sono letto praticamente tutto d'un fiato già la prima volta!) .
Mi chiamo Franco
ed abito ad Imola in provincia di Bologna.
Ho il tesserino da appena 10 giorni e
ho un cane meticcio di nove mesi, che mi sono addestrato da solo a
partire dal quarto mese di età.
Il signore che me
l'ha dato è un tartufaio di grande esperienza e l'aveva già addestrato
col Magnatum.
Non mi soffermo troppo su come sta
andando l'addestramento, anche perchè ho già trovato molti suggerimenti
e consigli sia direttamente nelle tue rubriche che nelle tue lettere di
risposta.
Ti pongo comunque
una domanda: il mio cane, LEO (i cui ultimi progenitori sono: segugio,
labrador, lagotto) quando incontra della selvaggina tende a seguirla e
faccio fatica a richiamarlo e a distoglierlo.
Proprio sabato
scorso ha 'levato' una lepre nel pieno di un bosco (era la prima volta
che succedeva) e l'ha inseguita come un vero segugio, abbaiando
tre-quattro volte.
Non ha risposto
ai miei richiami e l'ho perso di vista in un baleno.
Temendo che si
perdesse (è un cucciolone e non conosce ancora la zona in cui ci
trovavamo) sono salito sulla sommità del bosco ed ho continuato a
richiamarlo col fischio orientando lo stesso verso tutte le direzioni
possibili.
E' tornato dopo
mezz'ora circa, con la coda tra le gambe e lo sguardo abbattuto come se
si fosse reso conto di aver fatto una cosa sbagliata.
Hai qualche
consiglio da darmi?
Al cane voglio
molto bene, ci tengo molto e credo che abbia le potenzialità giuste per
diventare un buon compagno d'avventure.
Ti faccio un'altra
domanda: adesso inizia l'Aestivum anche sul nostro Appennino Bolognese
(altitudine delle nostre zone fino ai 1000 metri di altezza).
Io però non ho
basi nè esperienza da cui partire, quindi devo crearmi da zero tutte le
conoscenze possibili.
In particolare
non conosco le tartufaie dell'Aestivum e quindi rischio di 'girare a
vuoto' per troppo tempo, col risultato probabile di bloccare
l'addestramento di Leo.
Ho letto alcune
cose su libri che ho acquistato, ma sono molto generiche.
Tu sei in grado di
dirmi, sulla base della tua esperienza, se esistono particolari
tipologie di terreno su dove preferenzialmente si sviluppa l'Aestivum?
(per esempio se all'interno dei boschi o se in zone aperte; se sotto
piante vecchie o sotto piante anche relativamente giovani e di che tipo;
se in zone molto umide o no; se in zone alte, etc).
Le piante
esistenti da noi credo siano quelle comuni a tutto l'Appennino: tutti i
vari tipi di querce, carpini, castagni, noccioli, faggi, etc.
Ti ringrazio fin
d'ora se potrai rispondermi e spero in futuro di poter ricambiare in
qualche modo il favore.
Cordialmente,
Franco
Risposta
(Continua
a leggere in zona riservata anche per vedere i risultati raggiunti da
Franco e Leo.... o loro bottini profumati!)
|