Un impianto
di tartuficoltura novello.
Simone, socio sostenitore, mi ha mandato queste
foto scattate questo inverno, rappresentano il suo impianto
novello nei mesi invernali.

Quota circa 1100 metri, nei territori limitrofi
si scovano neri pregiati, uncinatum, mesentericum e d'estate
il tartufo estivo.

La maggior parte delle protezioni per le giovani
piantine sono quasi totalmente immerse dalla neve....

...qualcuna è nettamente al di sotto!
Questi giorni, in occasione della festa del tartufo che si
è svolta nel paesino di Simone, sono andato, insieme
ad altri soci, a trovarlo e tutti insieme non potevamo non
visitare il suo giovane impianto.

Il terreno è in pendenza, le peculiarità
ottimali, lo scheletro non manca, in alto Simone ha posizionato
una cisterna che si riempe automaticamente grazie ad una sorgente
naturale ubicata più a monte.
La cistena oltre ad avere una buona capienza è sicuramente
utile per stemperare, prima dell' innaffiatura, l'acqua gelida
della sorgente.
Tubazioni opportunatamente calibrate permettono
una compiuta irrigazione ad ogni singola piantina micorrizata.

Pacciamatura rigida!! :) con tutte queste pietre il carbonato
di calcio non manca di sicuro!!
Simone ha aperto la conduttura, tra poco vedremo in funzione
il soccorso idrico.

I diffusori sono ben regolati, ogni piantina viene irrorata
in modo uniforme.

I carpini risultano più longevi rispetto
alle altre simbionti...

Simone ha fatto un ottimo lavoro, però
un impianto oltre ad essere ben congeniato deve essere anche
seguito costantemente, allora.......siccome con Simone e gli
altri soci presenti abbiamo frequentato un corso presso la
scuola di Sanità di Perugia, sul tartufo e sulla tartuficoltura,
ci mettiamo all'opera al fine di verficare se dalla messa
a dimora delle piantine, la micorrizzazione sulle stesse è
ancora presente!
L'impianto ha due anni di età.

Avere la certezza che le piantine non hanno
perso la micorrizazione darà a Simone, come per ogni
altro tartuficoltore, ulteriore forza e volontà nel
seguire e curare l'impianto tartufigeno...... sarchiatura
superficiale, taglio delle erbe, irrigazione, potatura ecc
ecc.
Al contrario.... se avranno perso la micorrizza del tartufo,
si proverà a salvare il salvabile con qualche esperimento
in campo seguito da verifica microscopica, ciò sarà
di sicuro abbattimento morale perchè il sogno di Simone....
diventerà un incubo!

Delicatamente si intercetta e preleva a campione
dalle varie simbionti, un frammento di radice.

Il materiale da esaminare si ripone in delle
bustine di plastica debitamente contrassegnate

Ecco cosa ha rivelato l'esame microscopico

Che ne dite?

Questa è una conferma, il sogno di
Simone continua senza dubbio!!

Simone può continuare a curare il suo
impianto, ora lo fara con più passione di prima perchè
la micorriza ancora è presente sull'apparato radicale
delle giovani piantine!
Ciò è un buon segno!!
La sua passione per il mondo del tartufo, dalla ricerca con
i cani alla coltivazione, rende questo ragazzo ventenne, raro
come il magnatum!
Per lui non c'è discoteca, bar, videogiochi ecc......ma
solo natura, bottini profumati e un sogno da realizzare, quello
di riuscire a coltivare tartufi con le sue forze.
Un sogno costato soldi, tempo e molta fatica.....auguriamo
a Simone di coronarlo con la produzione di tuber melanosporum
Vittadini.

Altri impianti di nero pregiato, in territori
limitrofi, hanno dato i primi risultati, i pianelli sono ben
visibili, la produzione, anche in assenza di soccorso idrico
fin dalla costituzione, è stata ottimale per i primi
anni dall'entrata in produzione, per poi cessare su alcune
piante e in altre si è raccolto e si raccolglie tuber
brumale.
Cosa sarà accaduto???

Anche in questo caso, con il consenso del
proprietario, per pura curiosità, procediamo ai prelievi
di materiale da sottoporre ad esame microscopico.

Le cave sono abbastanza marcate....

........anche se non del tutto regolari....

Il sesto di impianto, a nostro parere, è
troppo stretto per il melanosporum...il taglio di alcuni alberi,
fatto anni fa, per allargare il sesto e dare più illuminazione
ai pianelli per ora però non ha sortito alcun effetto.

Simone si presta felicemente a prelevare del
materiale, per lui è una nuova esperienza ed è
felice perchè oggi può condividere con noi questa
grande passione che ci lega!

Le ipotesi si susseguono, notiamo l'erba sulle
cave che si sta ingiallendo, le sostanze che inibiscono la
crescita sono state emesse dai filamenti del tartufo...

....qui è palese l'ingiallimento, da
notare che questo si trova in prevalenza a sx della simbionte...come
tante altre piante...sicuramente ciò è dovuto
all'esposizione solare giornaliera del pianello o al suo ombreggiamento...sicuramente
c'è da apportare correzioni sulla prossima potatura.

Questo è l' esito dell 'esame del materiale
al microscopio.
La oggettiva problematica di questo impianto va affrontata
con metodo, logica, conoscenza ed esperienza, perchè
conviene tentare di ricondizionare la produzione, vista l'
età e la potenzialità dello stesso.
Ringraziamo Simone e la sua famiglia per l'ospitalità
e per averci dato modo di passare serenamente una domenica
in luoghi incontaminati e tartufigeni dei monti reatini.
Maurizio
Mauro
Silvia
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