Categorie di tartufai?

Possiamo dividere i tartufai in diverse categorie:

L'HOBBISTA

Il tartufaio hobbista è colui che gode delle passeggiate, dei tramonti, della natura, è un romaticone e a ragione spesso coglie un fiore di campo per portarlo alla propria donna.

E' rispettoso della natura tartufigena, meticoloso e paziente nell'escavazione del tartufo, nella copertura dei fori.

Non vende i tartufi trovati ma li regala o se li gusta per il piacere di farlo, nel ricordo dell'emozione provata ad ogni segnalazione del suo cane e nella soddisfazione di essere riuscito a scovare qualche pallina profumata.

IL SALTUARIO

Il tartufaio saltuario è di solito un tartufaio navigato che però per ragioni di lavoro esercita la ricerca nelle ore rimanenti della giornata o nel fine settimana.
Per l'esperienza acquisita sui territori produttivi, sui cani, sui momenti giusti e la conoscenza di diverse cave ( tartufaie) spesso fa bottini congrui, che superano quello che di solito necessita per il consumo o la consevazione ad uso familiare.
Questi quindi vende i propri bottini per arrotondare lo stipendio o per pagarsi le spese dell'auto, dei mantenimento dei cani, dell' attrezzatura, ecc ecc.

Sotto certi aspetti il saltuario somiglia al tartufaio professionista, salvo nella scaltrezza di scartare e/o combattere la concorrenza, come certi professinisti fanno, con metodi a volte sleali o illeciti.

IL PROFESSIONISTA IN GERGO

Il tartufaio professionista nel gergo del settore è colui che va a tartufi per lavoro, non solo per arrotondare il bilancio familiare, ma della ricerca e vendita dei tartufi ne fa un vero e proprio lavoro e reddito su cui conta perchè........ molti ci "campano la famiglia".

In poche parole il tartufaio professionista, sempre in gergo, è colui che va dal lunedì al sabato mentre la domenica esercita la sua passione, caccia al cinghiale, pesca ecc ecc.

Il tartufaio professionista di solito è un solitario e non ama far parte di comunità o di associazioni del settore, a cui però si rivolge, spesso lamentandosi, qualora qualcuno o qualcosa che non può controllare, ad esempio alcune iniziative locali o norme legislative, vanno a colpire i suoi esclusivi interessi, la raccolta, la vendita, la limitazione degli spazi tartufigeni, i calendari di ricerca, le tasse, le quantità procapite, il numero limitato dei cani, gli orari consentiti sulla ricerca ecc ecc.

In alcuni soggetti, per non dire molti, l'interesse materiale supera tutto, molti sono capaci anche di violazioni penali, ponendo in atto azioni, con coscenza e volontà, trasgressive della tutela della specie di tartufi e/o dei territori tartufigeni e/o nei confronti dei propri e altrui cani, nonchè della concorrenza, minacciando le persone, danneggiando le auto di altri tartufai, gettando anche esche avvelenate per eliminare in tutto o in parte i cani da tartufo di chi mette in pericolo i suoi interessi nelle zone da lui battute che spesso, per ignoranza e con prepotenza, ritiene arbitrariamente solo sue e di pochi altri tartufai professionisti locali.

Molti di questi professionisti locali, pur concorrenti per la raccolta dei tartufi, fanno spesso gruppo per spuntare un miglior prezzo al raccoglitore di tartufi a cui conferiscono il prodotto, idem lo fanno qualora i loro territori vengano invasi da tartufai non locali o anche locali ma non professionisti.

Negli anni si sono formati degli equilibri e delle regole che seppur non scritte vigono, ma questi concetti verranno trattati nel decalogo del tartufaio.

La ricerca del tartufo per i professionisti, sia corretti che meno corretti, è costituito da gelosia, buone gambe, furbizia, malizia, conoscenza, competenza e pratica.

Difficilmente si incontrano dei tartufai professionisti nel bosco se non per circostanze prettamente fortuite, sono i primi a sviare e dileguarsi per non avere contatti con nessuno, sia per proteggere i loro luoghi di raccolta, sia per non offrire il "fianco" a terzi più scaltri di loro, mettendo così a rischio non solo la zona e la raccolta dei tartufi ma anche i suoi cani, la sua auto, la sua persona.

Coloro che avete incontrato e che incontrerete, come già vi ho detto, per puro caso perchè questi non è riuscito a dileguarsi, può avere due comportamenti:

1)Abbassare il capo e tirare diritto per la sua strada magari senza rispondere al vostro saluto.

Ciò, oltre al fatto che la mancata risposta potrebbe generare in voi un pensiero di ineducazione, spesso non lo è!

Vi spiego:

Anche i professionisti sono stati neofiti e da neofiti erano educati e rispettosi ma molti di questi, proprio per educazione e in piena buona fede, salutavano a loro volta chi incontravano nei boschi.

Se chi incontravano erano dei professionisti scaltri, quest'ultimi da furbetti, iniziavano una conversazione a largo raggio, ad esempio complimentandosi per la bellezza dei loro cani ( per poi sapere se aveva cavato), dove aveva preso quelle museruole che calzavano ( per sapere con chi era in contatto), a chi vende i tartufi, con domande trabocchetto, del tipo, "li dai a rossi?", persona che non esiste, per poi dire........"li dai a NERI?" commerciante di zona, la risposta gli serve per sapere se cavi e vendi e se sei nel giro.

Parlando del più e del meno quindi estrapolavano il luogo di residenza o di provenienza, dove hai parcheggiato l'auto perchè non l'aveva vista, chi ti avesse indicato quel luogo ecc ecc.

In poche parole, con un sempliche e amichevole colloquio, questi vengono a sapere tutto del "concorrente" attribuendogli un certo grado di pericolosità, avvertendo cos' gli altri tartufai professionisti locali, al fine, qualora la presenza in zona del nuovo arrivato, si sarebbe fatta assidua, per preparargli la "festa"!

Chi abbassa lo sguardo e tira dritto molto verosimilmente è stato oggetto di atti inconsulti.

Molti di questi hanno subito la morte dei cani per esche avvelenate, minacce velate, danni all'autovettura.

Queste esperienze negative hanno portato molti tartufai navigati a evitare il contatto con altri, per non mostrare più il "fianco!"

Sappiate che il tartufaio professionista non teme un altro professionista se non per la diminuzione dei raccolti, cosa che si risolve a suon di orari di ricerca e cani con olfatto sempre più fine, ma con "rispetto" forzato, in questi casi vige una sola legge, quella del capo branco.

Due o più professionisti nella stessa zona o si coalizzano per spuntare un prezzo maggiore di vendita dei loro bottini e proteggere la zona dalla concorrenza o finiscono a discutere animatamente, la cronaca nera ci ha svelato anche aggressioni fisiche, con coltelli ecc ecc..

Questa è la realtà.

I tartufi professionisti di ua stessa zona sono tra loro concorrenti ma se c'è da difendere una zona da avventori esterni si coalizzano!

Sappiate che un tartufaio professionista vi vede da lontano e riconosce subito il tartufaio hobbista o occasionale, da come è vestito, dal suo vanghetto, dai suoi cani, da come si muove, da come è sporco.

Il tartufaio professionista è consapevole, perchè ci è passato anche lui, che i neofiti o gli appassionati navigati ma saltuari, possono essere un pericolo maggiore rispetto ad un tartufaio professionista concorrente.

Ecco il perchè:

Lui sa che i saltuari, specialmente i neofiti, che praticano la ricerca per puro romaticismo e passione sono allo stesso tempo poco riservati, qualora effettuano i dei ritrovamenti ne parlano a casa, al lavoro, mostrando i loro bottini e parlando ove li hanno raccolti, condividendo spesso anche uscite con terzi accompagnatori.

Il professionista quindi è consapevole che non saranno i cani del neofita a togliere dei tartufi ai suoi cani super esperti olfattivamente, conoscitori dei territori e delle tartufaie come lui , ma la loro poca invisibilità nei luoghi di caccia e la grande diffusione possono far convergere in loco altri tartufai professionisti e quindi............ i suoi raccolti potranno essere compromessi.

Tutti sappiamo che per individuare le zone vocate e produttive è necessaria una attività di indagine geologica ( suoli vocati alla specie di tuber) che seguita da quella informativa ( chiedere ai cacciatori, fungaioli, agli addetti ai controlli ecc ecc) prima o poi qualcuno individuerà e raggiugerà la loro oasi e gli romperà le uova nel paniere.

I tartufai professionisti quindi temono più i neofiti e pertanto, quelli più scaltri, da soli o in compagnia, possono organizzarsi per tentare di limitare questo pericolo.

Le azioni che la cronaca nera ci conferma sono diverse, puri atti di terrorismo pur di allontanare gli aventori, dal gettito di esche avvelenate a minacce verbali, danneggiamenti alle auto ecc ecc.

Queste azioni delittuose spesso vanno a buon fine perchè sapendo ove si trova il neofita durante le sue escursioni, avvisando i correi della posizione di quest' ultimo con il cellulare o radio trasmittenti, gli altri opereranno con tranquillità verso l'auto o con trappole velenose.

Denunciare questi misfatti è cosa doverosa, anche se spesso le indagini difficilmente porterano ad individuare gli autori, rendendo l'associazione a delinquere sempre più convinta dell' efficacia di tali gesta intimidatorie e illecite..

Sapersi quindi muovere con discrezione, evitando i contatti diretti con chicchessia si incontra nel bosco, per non mostrare potenzialmente il "fianco" è per ora la migliore soluzione, non è quindi ineducazione non rispondere totalmente a delle domande, ma attenzione a quello che direte perchè potrà essere controproducende.

Date risposte elusive, salutate e tirate diritti per la vostra strada.
Altra regola che si è formata negli anni, anche se non scritta, è quella di non superare un tartufaio che ci precede.
Questi ha diritto di procedere per primo, specialmente in fossetti stretti.
Fare la "cavalletta" può portarvi a discussioni spesso animate.

Rispettare inoltre le zone evitando di andarci in compagnia a mo di gità è un'altra cosa da fare.
Giaà non vogliono nuovi avventori, se poi vedono che ci portate anche altri, in certe zone la Vostra "festa" è assicurata!

Evitare quindi di dare info sulla propria provenienza, su chi vi ha indicato la zona , sui cani, la posizione auto, sui raccolti effettuati, ciò darà al furbetto professionista scaltro una idea diversa di Voi e inizierà a rispettarVi, perchè se non avete parlato con lui sa che non lo farete con altri, questo però non significa che Voi, i Vostri cani e l'auto non possano in futuro essere oggetto di azioni delittuose, quindi mai abbassare la guardia.

Sappiate anche che in alcune zone i professionisti locali invocano il diritto di andare per primi in alcuni areali, mentre gli altri lo hanno per altri areali, anche se vicini o contigui, in pratica con il tempo di sono formati questi equilibri di prelazione, ogni sconfinamento dei professionisti, negli orari non accordati, scateneranno una guerra tra loro.

Immaginate se ci andate voi magari anche in compagnia di terzi!

2)Altri compartamento di taluni professionisti scaltri è quello di non dileguarsi, vi osservano da lontano e individuata la vostra categoria, hobbista o saltuario, possono avvicinarvi in modo brutale e ineducato, minacciandovi più o meno velatamente.

Questo attacco in realtà è solo una sfida per pesarVi, se vi sottometterete continueranno meno velatamente, se invece saprete imporvi, parlando il loro stesso linguaggio, di solito si viene accettati, anche se non di buon grado.

Il tartufaio professionista quindi non conosce ostacoli l'importante per lui è fare bottino e avere le sue zone senza molti intrusi.

Segue le tracce, si muove spesso anche nottetempo anche se in alcune regioni è vietato, non dirà nemmeno alla moglie ove ha raccolto i tartufi, per paura che questa ne parli con qualcuno.

Fortunatamente non tutti i tartufai sono così, professionisti compresi, molti sono gelosi ma anche leali e rispettosi del prossimo.

Di solito i tartufai professioinisti non hanno il tempo per cercare i giusti canali, più proficui, per una migliore commercializzazione dei tartufi trovati e viste le quantità giornaliere che riescono a raccogliere perchè conoscono posti, momenti e hanno buoni cani, si rivolgono al compratore di tartufi all'ingrosso, denominato in gergo, raccoglitore o compratore o commerciante.

ASPETTI GENERALI SULLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI TARTUFI

Il tartufaio professionista, come già detto, in gergo del settore è colui che va a tartufi 48 ore su 24, mentre per lo Stato la figura del tartufaio professionista è solo colui che è munito di partita IVA.

Per quanto mi risulta non esistono tartufai professionisti con partita IVA specifica salvo i commercianti abilitati alla raccolta dei tartufi.

Quanto sopra riveste una notevole importanza in quanto la legge permette o per meglio dire ammette la vendita dei tartufi al tartufaio dilettante o occasionale, verso gli imprenditori di esercizio, quest'ultimi quindi dovranno compilare un'autofattura di carico con IVA non detraibile.

In pratica, con semplici parole, lo Stato ha amesso la vendita dei tartufi da parte dei tartufai occasionali o dilettanti e visto che spesso quest'ultimi esercitano un lavoro diverso o sono in pensione ecc ecc, e non essendo muniti di partita IVA specifica, dovrà essere chi li compra a versare l' Iva di Acquisto e l'Iva della successiva vendita.

Con questa norma lo Stato ha specificatamente escluso il tartufaio professionista perchè questo, essendo munito di partita IVA, può, anzi deve, emettere fattura di vendita.

Alla luce di quanto sopra emerge senza ombra di dubbio che il tartufaio professionista in gergo del settore viene considerato dallo Stato alla stessa stregua del tartufaio occasionale o dilettante.

In pratica chi va 48 ore su 24 e fa quintali di tartufi l'anno, può comunque vendere all'imprenditore d'esercizio tenuto all'autofattura con IVA non detraibile.

Pertanto il professionista in gergo è, per lo Stato, nonostante i quintali di tartufi che raccoglie, considerato un occasionale o dilettante.

C'è da dire che la legge sulla vendita di tartufi da parte dei tartufai non muniti di partita IVA obbliga quest'ultimi a dichiarare le entrate nella denuncia dei redditi.

Per questi motivi molte vendite non avvengono alla luce del sole e molti tartufai professionisti in gergo, non solo si rendono invisibili nel bosco, ma anche sui documenti fiscali o sanitari.

La legge infatti prevede la facoltà da parte dell' imprenditore acquirente di non indicare i dati del tartufaio cedente, assicurando così l'anonimato di chi ne raccoglie e vende quintali e chi ne fa pochi chili l'anno.

Molti imprenditori acquirenti non considerano un'altro aspetto di una norma in vigore da anni, è la rintracciabilità del prodotto che dovrebbe essere sempre assicurato, cosa che difficilmente viene eseguita, vuoi per un fattore di praticità che per convenienza, senza escludere l'ingnoranza sui disposti delle leggi sanitarie che, oltre agli altri generi alimentari, comprendono anche il tartufo visto che è destinato al consumo umano.

In pratica, anche se fiscalmente l'imprenditore acquirente non è tenuto a indicare di dati del tartufaio cedente, dovrebbe invece trascriverli in rispetto dei disposti sulla rintracciabilità dei prodotti alimentari.

Come spesso accade in Italia, una norma dice una cosa e un'altra, nella fattispecie, a tutela del consumatore, prevede il contrario!