Tartuficoltori del nord, centro, sud, isole
comprese,
ATTENZIONE!!!
Mi giungono numerose telefonate da persone del nord e del sud, isole
comprese, mi chiedono cosa c'è di vero, dopo aver preso contattati
con asseriti esperti in tartuficoltura, ditte,
associazioni e quant'altri che, dietro pubblicità radiofonica o
tramite siti internet pubblicizzano come investimento di fare un impianto tartufigeno!
Avviso tutta l'utenza che sicuramente tra questi ci sono persone esperte ed
oneste ma in molti casi si è appurato che non è così!
Ecco i miei consigli:
Diffidate di coloro che vi assicurano una produzione certa di tartufi! ;
Diffidate di chi solitamente, ad analisi fatte, indicano che la specie più
idonea per quel terreno è il tartufo nero senza specificare mai quale
nero, sappiamo che ce ne sono di più pregiate e meno, con costi ed esigenze
diverse!;
Il non essere trasparenti, chiari e precisi è segno di scarsa professionalità
Diffidate di coloro che, anche contrattualmente vi assicurano la raccolta dei
tartufi, questo è un modo persuasivo di convincervi al successo, cosa che
nessuno vi può assicurare ( in pratica si gioca con il significato delle parole,
assicurare la raccolta non significa assicurare la produzione ma solo il ritiro del
prodotto qualora vi sia una produzione!);
Un contratto non è sempre segno di garanzie, si gioca sempre con le
parole, ad esempio una mancata o non propria manutenzione dell'impianto da parte
del proprietario, cosa facilmente provabile, non costituisce inadempienza
contrattuale da parte della ditta per le cose che ha assicurato, vista la
mancata condizione di manutenzione !
Sappiate che se vi era certezza di produzione di tartufi, gli impianti non li facevano
costituire ad altri ma, senza dire nulla, ettari di terreni rimboschiti producevano milioni
di euro, solo per loro!
Sappiate che se era così facile, di tartufi ne avevamo a montagne e la
domanda offerta non era sicuramente quella attuale, i cui prezzi tengono i tuber
sempre alle stelle, infatti dal fruttivendolo ancora non ci sono tartufi a
prezzo delle patate!
Fate fare per vostro conto le analisi dei campioni del terreno e fate leggere
i risultati a più esperti, per sentire più pareri;
Le piantine micorrizzate costano da un minimo di euro 8,00 ad euro 12,00, IVA
e trasporto compreso ( dipende dalla pianta e dal tartufo), c'è chi ancora le paga 125 euro, 70,00 55,00 25,00 (qui dipende dal
POLLO)!;
Accertatevi che le piantine siano munite di debita certificazione di
micorrizzazione, possibilmente non attestata dal ditta venditrice del
prodotto (che ha tutto l'interesse a venderlo) ma da uffici od enti esterni dal vivaista produttore;
Accertatevi se la ditta che vi offre le piantine e/o le consulenze e/o le
analisi dei campioni del terreno e quant'altro abbia le certificazioni ISO.
Verificate se questi sono già affermati nel mercato o conosciuti come
attendibili, da quanti anni trattano questo settore e se vi sono
impianti già in produzione.
Ricordatevi:
1) Che vi sono impianti in produzione per le specie meno esigenti, in pratica
tutte tranne per il bianco pregiato (solo un paio al nord sembrano dare
qualcosa);
2) Che le piantine devono essere delle stesso tipo di pianta superiore
presente nelle immediate vicinanze del luogo ove volete fare l'impianto;
3) Che la specie di tartufo con il quale queste devono essere micorrizzate
deve essere quella idonea per le peculiarità del terreno e delle condizioni pedo
climatiche della zona, la migliore cosa è quella di accertare se in loco vengono
rinvenuti tartufi naturali, quindi non discordarsi con quello che la natura
riesce a fare autonomamente;
4)Alcune ditte, a richiesta, preparano le piantine con semenzale e tartufi
del luogo (questa è la soluzione migliore anche se costa un po di più);
5)Evitate di mettere a dimora piantine micorrizate con tartufi esteri ad
esempio Francesi, prove documentate hanno dimostrato che l'accrescimento,
la produzione e quindi le probabilità di successo con quest'ultime si riduce
notevolmente rispetto ai simbionti locali micorrizzati con tartufi locali
italiani;
6) Gira voce che alcuni dopo aver effettuato gli impianti, al secondo anno
dalla messa a dimora, hanno fatto visitare l'impianto da pseudo tecnici che,
senza cane, dopo
aver sniffato una polverina si mettevano alla ricerca dei tartufi trovandoli!!!
di fatto le allucinazioni erano per i proprietari di questi impianti che
credevano all'olfatto umano del tecnico che, con la maestria di un
prestigiatore, faceva credere di aver trovato tartufi simulando l'estrazione dei tuber, dichiarando poi falsamente di trattarsi di tuber melanosporum Vittadini,
quando i fatti citati si verificavano a Maggio, periodo fuori luogo per tale
specie anche in considerazione della giovane età dell'impianto la cui produzione
statisticamente avviene più tardi, sicuramente i
tartufi erano celati nelle tasche del fantomatico tecnico e trattavasi di tuber
aestivum Vittadini, oltretutto poco profumato perchè raccolto in altri luoghi da
parecchi giorni!
7)Tante ditte che hanno trattato la tartuficoltura anni or sono, sono fallite
o hanno cambiato nome, tanti tecnici non si sono più resi reperibili, forse è
stato l'effetto della polverina sniffata! :)
In Calabria ma soprattutto in Sicilia, sono stati costituiti molteplici
impianti, spesso sono stato contattato dai alcuni proprietari che mi
assicuravano di aver avuto un'inizio di produzione anni addietro di nero
pregiato, (zona MADONIE) parlando con loro venivo a conoscenza che ciò era stato
accertato dagli sniffatori o da altri tecnici.
I proprietari mi chiedevano un
sopralluogo per verificare l'aumento di produzione.
Non essendo per me questo un lavoro ma una semplice passione, nei casi in cui
è stato possibile, ho inviato dei soci ricercatori residenti nelle zone
interessate, con i cani e senza chiedere
alcun compenso, per verificare l'esistenza di tuber.
I risultati non solo sono stati tutti negativi, ma è emerso che i soci
ricercatori mi comunicavano l'assenza di pianelli, piante e specie di tartufo,
dichiarato dal proprietario dell'impianto, del tutto fuori luogo, costo
dell'impianto che va ben oltre le cifre attuali per la messa in opera!
Sappiate che tanti di questi hanno investito gran parte dei loro risparmi,
quelli di una vita di lavoro, c'è chi ha fatto un mutuo, prestiti ecc e ancora
attendono la produzione!
Sicuramente alcuni di questi impianti andranno in produzione, forse per
casualità, forse per la serietà della ditta che li ha costituiti e seguiti ma la
maggior parte sono destinati al fallimento .
Alcuni impianti, forse, con le dovute attenzioni, sempre se si è ancora in
tempo, si può provare a salvare il salvabile, logicamente senza polverine da
sniffare ma con cognizione di causa dovuta alla conoscenza ed esperienza di chi
è nel campo da decenni.
La tartuficoltura è una realtà, oggettivamente gli impianti in produzione
sono molteplici, provare a fare un impianto non è una brutta idea, è un
investimento a lungo termine che può dare rendite altissime!
Fidatevi di quella ditta che risponde con precisione e soddisfa quanto vi ho
scritto e soprattutto che non vi dia certezze di produzione anche se il vostro
terreno è idoneo, se invece non è idoneo le ditte serie vi diranno di piantarci
l'insalata, in quest'ultimo caso, vista la serietà, chiedete se potete con
opportuni correzioni sul terreno vale la pena di provare!
Valutate con calma e informatevi prima di decidere e individuate gli esperti
giusti.
Io consiglio di provare con poche piantine, con una spesa esigua, per poi,
appurata la produzione di tartufi, metterne a dimora molte di più!
Finisco per dirvi che vi sono impianti che ho visitato personalmente,
ad esempio uno piccolissimo che ha una estensione di 3500 mq (tremilacinquescento metri
quadri) con circa 100 piante a tartufo nero pregiato ( tuber melanosporum
Vittadini), al diciottesimo anno di età, che rende in media circa euro 80.000 (ottantamila)
l'anno! (in tre mesi, periodo di raccolta dei tartufi).
Ho scritto quanto sopra per allertare quanti sono in procinto di
provare a fare un impianto tartufigeno e per consigliare coloro che già lo hanno
istituito!
Invito tutti coloro delle regioni del nord, della Sicilia e Calabria, di dare
ampia diffusione a quanto indicato in narrativa per tutelarsi nella costituzione
di impianti ex novo e tutelare i propri interessi in quelli già costituiti
contattando gli indirizzi sotto riportati.
Leggete una lettera inviatami da Pino il transumante che, anche se non ne parla
esplicitamente, denuncia tra le righe che tanti impiantisti tartuficoltori, non
vedendo risultati o per mancanza di assistenza tecnica o per qualsivoglia altro
motivo, si vogliono riunire per valutare lo stato di ogni impianto e decidere
il da farsi
Clicca qui per raggiungere l'argomento!.
Presidente Associazione Telematica Tartufai Italiani
Maurizio Ceccucci
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