Tartuficoltura  

 

Home Chi siamo Attrezzatura Filmati Servizi Utili Tartuficoltura Demo Eventi Ricette

Le Donne

Accedi alla bottega del Tartufaio
museruole, vanghetti e tutto il necessario
per la ricerca e l'addestramento del cane da tartufo

Registrati gratuitamente
e senza impegno, per usufruire di alcuni
servizi e contenuti del sito


Tartuficoltura


- Pino un'amico tartuficoltore

- Pino in Sardegna

- Tartuficoltura, una storia incredibile

- Impianti tartuficoltura

Tartuficoltori attenzione!

-Tartuficoltura in Calabria e Sicilia

- Impianti in produzione

- Impianto di cinque anni (In lavorazione)

- Impianti novelli

-Un giovane impianto tartufigen0 1

-Un giovane impianto tartufigeno 2

-Uscita a tartufi in un impianto di aestivum

-Uscita a tartufi in un impianto di nero pregiato

- Impianto ex novo

Mercatino del tartufaio

Istruzioni, modalità e accesso ai sottostanti servizi, in prima pagina del sito

Cerco cane da tartufo

Offro cane da tartufo

Cerco amici per uscite

Agriturisno che accettano cani

- Abruzzo
- Basilicata
- Calabria
- Campania
- Emilia Romagna
- Friuli Venezia Giulia
- Lazio
- Liguria
- Lombardia
- Marche
- Piemonte
- Puglia
- Sicilia
- Toscana
- Trentino Alto Adige
- Umbria
- Valle D'Aosta
- Veneto
- Molise

Escursioni a Tartufi su richiesta

Modalità, istruzioni e prenotazioni per l'escursioni, nella prima pagina del sito.

- Un cucciolo di lagotto a bianchetti

- Un cucciolo meticcio a bianchetti

- A caccia del tartufo estivo con Simon,Serena,Chiara e Sandro

Le attività con sconti per i soci

- Stefano Lattanzi, per meglio dire meccanica Agriflor

- Stefano Armeni, soluzioni per il verde

- Gilberto, norcino d'altri tempi

-Links

-Varie

Aiutiamola


Hai un sito web?

Un tuber borchi in Sardegna da 370 grammi!

 

Caro Maurizio,


sono Pino,  tornato oggi dalla Sardegna, dopo aver visitato la prima e più
importante tartufaia coltivata dell'isola.

L'impianto, che occupa una sup. di 26 Ha con 12.000 piante a dimora, si trova a Ortacesus in provincia di Cagliari ed è parte integrante di una delle più importanti aziende agricole della Sardegna.
 

La TREXENTA S.p.A. occupa un comprensorio di 540 Ha, in gran parte utilizzato nella produzione di mais e foraggiere destinati all'alimentazione delle circa 1.500 bovine da latte, mucche e bufale.
 

Il latte prodotto viene trasformato in ottimi formaggi e mozzarelle, presso il caseificio aziendale.
 

Un altro comparto importante dell'azienda è l'allevamento degli struzzi, sia da carne che da riproduzione, con i suoi 5.000 capi è sicuramente tra i leader a livello nazionale.

 

L'impianto, messo a dimora nell'inverno 93/94, è costituito da Pino
Domestico e Roverella micorrizate con Tuber Borchii  su un sesto di mt 5x4.
 

I primi tartufi sono stati raccolti nella primavera del 99, a cinque
anni dalla messa a dimora, alcuni di pezzatura notevole, tra cui uno
di gr.370, un inizio di produzione davvero promettente.

26 Ha e 12.000 piante a dimora, grandioso!!

Sono stato contattato dal Sig. Giancarlo Laconi, responsabile tecnico della TREXENTA, il quale mi invitava, nella duplice veste di tecnico in tartuficoltura e
allevatore di cani da tartufo, a recarmi presso l'azienda con un cane di provate capacità.
Il motivo del mio ingaggio era duplice:
1) verificare la presenza di tartufi in fase di maturazione
2) preparare un piano d'interventi colturali per l'anno in corso:
sfalcio, pacciamature, potature,lavorazioni del suolo, soccorsi idrici
e quant'altro fosse stato necessario per una buona conduzione
dell'impianto.
Sarei dovuto partire con Renzo, un amico, al quale ho passato oltreche la malattia per i tartufi anche diversi cani compreso Pepe.
Un Lagotto di tre anni, piccolo di taglia, ottimo naso e gran lavoratore su tutti i tartufi, già da cucciolone, al quale Renzo, grazie ad un addestramento costante, è riuscito a comunicare una passione particolare per il bianchetto.
All'ultimo minuto Renzo è trattenuto da problemi di famiglia, (leggi: capelli color rame e un carattere di ferro, che lo inchiodano alle sue responsabilità di padre e forse di marito),così partiamo solo io e Pepe.
Dopo quattordici ore di viaggio arriviamo ad Ortacesus e il Sig. Laconi mi accompagna a vedere la tartufaia, strada facendo apprendo che ne ha curato personalmente la conduzione, dalla preparazione del terreno preimpianto  agli ultimi interventi di potatura.
 

Ti allego qualche foto scattata sul posto, così ti puoi fare un'idea.
 

L'impianto è stato realizzato con Pino Domestico alternato a 4 mt a Roverella lasciando 5 mt tra le file, come puoi vedere dalle foto il Pino ha avuto uno sviluppo vegetativo notevole, al contrario delle Roverelle di cui una buona percentuale ha un portamento cespuglioso.

 

Il pascolo abusivo danneggia la giovane roverella.

Ho avuto modo di scoprire, nei giorni seguenti,quanto le pecore sarde apprezzino i germogli di Roverella, uno dei problemi da risolvere è il pascolo abusivo.
Ospitati presso la foresteria dell'azienda la mattina successiva io e Pepe, di buon ora siamo in azione.
Decido di fare una passata ogni tre filari, confidando nel fatto che Pepe lavora molto a vento e c'è una brezza leggera, dopo quattro ore il raccolto consiste in pochi bianchetti di cui alcuni già verminosi. Mentre giro comincio a focalizzare alcuni problemi ai quali bisognerà
porre rimedio:
- il terreno è stato compattato negli anni precedenti dal passaggio di pesanti trattori gommati che trainavano la botte per il soccorso idrico;
- si notano,alla base delle piante, dei residui di pacciamature non
rimosse;
- il suolo è asfittico, c'è una crosta superficiale molto dura,percorsa da crepe che la dicono lunga rispetto all'andamento delle precipitazioni negli ultimi mesi;
 
- mi rendo conto del fatto che i pochi tartufi trovati da Pepe si trovavano tutti vicinissimi al tronco sotto un leggero strato di breccino, apportato all'atto della messa a dimora.

 Mentre il terreno è in generale povero di scheletro.

Pepe e il tuber borchi!

I due "grandi" insieme!

A questo punto torniamo in azienda e riferisco le mie impressioni chiedendo
se è possibile fare un campionamento del suolo.
Dopo mezz'ora sono nuovamente sulla tartufaia, in compagnia di Alessandro Schirru, un giovane Perito agrario dipendente della TREXENTA, che mi aiuta a prendere dieci campioni di suolo e mi accompagna presso un laboratorio di analisi di fiducia dell'azienda.
La mattina seguente il laboratorio con un fax conferma l'idea che mi ero fatto: su dieci campioni analizzati in cinque il Calcare è assente, in due è presente a livello di tracce, in tre è presente in
percentuali modeste.
A questo punto per avere un quadro ancora più chiaro avrei bisogno di informazioni sul T. Borchii naturale e del suo andamento stagionale naturalmente in Sardegna.
Mi viene in aiuto il Dott. Gregori, del Centro di Ricerche di S.Angelo in Vado, in passato aveva fatto delle ricerche sul tartufo autoctono Sardo, a queste ricerche aveva partecipato, un ufficiale
del Corpo Forestale di Cagliari, il Dott. Michele Puxeddu.
Contatto il Dott. Puxeddu al telefono e la mattina dopo......stiamo a bianchetti in un bosco di Lecci, poco lontano da Ortacesus, ma tartufi niente.Mi spiega che in quel bosco ha sempre trovato dei bianchetti, ma quest'anno niente tanto che cominciava a diffidare del suo cane.
Alla fine conveniamo che la mancanza di tartufi era da attribuire alle scarse precipitazioni degli ultimi mesi. Ci salutiamo, dopo un paio d'ore, con l'intento di spedirci reciprocamente materiale
su cani e tartufi, naturalmente dopo averlo invitato a visitare il tuo sito.
Passo la serata a scrivere una relazione per il Sig. Laconi,
specificando nei tempi e nei modi tutte le operazioni colturali
da effettuare nei prossimi mesi.


La mattina seguente, salutiamo tutti e torniamo a casa, ma prima riesco a farmi dare dal Sig. Laconi una foto, gelosamente custodita, che lo ritrae con il suo primo T. Borchii COLTIVATO in terra di Sardegna.
 

Un caro saluto.

Giancarlo Laconi

Risposta

 

TREXENTA può essere giustamente orgogliosa dell'impianto che ha costituito in Sardegna.

 

L'ambiente è veramente paradisiaco ed i risultati conseguiti soddisfacenti.

 

Anche questa esperienza ci dimostra che la passione, il desiderio di impegnarsi seriamente nel naturale, uniti alla tua professionalità sono la carta vincente per ottenere nel tempo eccellenti risultati.

 

Infatti non basta avere un appezzamento di terreno e fondi per l'acquisto di piante micorizzate per avere la certezza di risultati, come già ho avuto più volte occasione di sostenere, fondamentale è l'analisi del terreno per la verifica dei contenuti, l'eventuale inserimento di integratori e la sicurezza di avere, nel tempo, l'assistenza continua di tecnici specializzati.

 

Grazie sia della tua opera di  tecnico tartuficoltore, continua a renderci partecipe delle tue esperienze di lavoro, in questo modo riusciremo a "rubarti" qualche nozione sulla tenuta delle tartufaie.  

Invito tutti coloro che sono interessati alla tartuficoltura a visitare questo nuovo spazio web dell'associazione, dedicato alla coltivazione del tartufo.
Con questo sito si diffondono informazioni corrette su questo mondo, utili non solo per costituire un impianto tartufigeno senza incorrere in grossolani errori già in partenza, ma anche per non incappare in eventuali e potenziali truffatori.
Grazie ai vari collaboratori, tecnici tartuficoltori, ricercatori universitari etc, avrete la risposta gratuita e diretta sui quesiti posti, logicamente senza alcun impegno da Vostra, noi fare i l possibile per risponderVi quanto prima!

 

WWW.TARTUFICOLTURA.COM

Maurizio Ceccucci

Presidente

ASSOCIAZIONE TELEMATICA TARTUFAI ITALIANI  

        

 


Copyright 2008 Associazione Telematica Tartufai Italiani Home Page
 

Siti Satelliti trova tartufi:

Tartufi al microscopio-Sito tartuficoltura-Bottega del tartufaio-Forum sul tartufo


Clicca qui per aggiungere il sito ai preferiti

Clicca qui per avere questo sito come pagina iniziale

   

SEGNALA QUESTO SITO AD UN AMICO
Introduci la E-mail del destinatario:


Un potente motore, per le tue ricerche nel sito e nel web